Storie, condivisione e mamme trentenni

Hand pressing Share Your Story

Sono sempre stata una che ama raccontare. Raccontare le emozioni, le esperienze divertenti o dolorose, raccontare storie inventate o reali. E come tutte le cose che facciamo da sempre, a volte non ci accorgiamo di che potere abbiano. Non mi ero mai fermata a pensare che amo raccontare perché amo condividere. Perché credo profondamente nel fatto che la condivisione renda diversa la vita e la storia che stiamo vivendo. La arricchisce e ci fa cogliere delle sfumature che, tenendola segreta solo per noi stessi, avremmo perso. Condividendola invece quella storia diventa più forte e rende più forti anche noi. Perché la regaliamo a qualcun altro, perché lasciamo che che anche chi ci sta ascoltando ne viva un pezzetto. E questo ha un potere unico. Ci rende meno soli. Ci fa sentire capiti perché fa venire voglia a chi sta davanti a noi di raccontarci la sua di storia. Da quando sono diventata mamma ho imparato un milione di cose ma aver riscoperto il potere della condivisione ha fatto la differenza. Ha reso la mia gravidanza speciale, mi ha fatto entrare in empatia con altre mamme trentenni come me. Abbiamo condiviso tanto. Non solo la gioia e l’emozione di una cosa pazzesca ma anche le paure, la solitudine, l’inadeguatezza. Sapere che nel mondo è pieno di persone come noi, che vivono emozioni e paure simili ci rende più forti. Ecco perché sarei felice se ognuna di voi mi scrivesse un pezzetto della sua storia, per condividerla qui e farla leggere ad altre donne come noi. Per fare squadra, per liberarsi della paura di dire ad alta voce cosa si prova e per regalare una storia. Vi assicuro che ha un potere enorme… dobbiamo solo iniziare!

Empathy Word Cloud

Una delle condivisioni più divertenti è stata nella chat con le mia amiche mamme, quando una di noi ha chiesto aiuto per aver fatto cadere il figlio di sei mesi dal divano. Per darle sostegno e farla sentire meno in colpa e meno scema, ognuna di noi ha raccontato un incidente simile avuto in quei mesi. Io ho confessato che al primo bagnetto ho fatto sbattere Bibi contro il bordo della vasca di plastica, c’è chi ha raccontato la caduta dal passeggino, una botta allo stipite della porta e altri incidenti del genere che per fortuna non uccidono i bambini ma che fanno sentire le mamme delle cretine. E’ stato esilarante. Una dietro l’altra abbiamo condiviso per sostenere un’amica e ha funzionato subito. Perché lei si è sentita meno inadeguata e (sentita la pediatra) si è rassicurata che non fosse successo niente di grave.

Vi aspetto, scrivetemi alla mail thelittlepinkpepper@gmail.com e le pubblicherò un po’ alla volta!!!

p.s. ovviamente ci sarà totale anonimato… 😉

What's your story?

 

credits: Fotolia

 

 

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